Terraferma

Terraferma

Dopo Nuovomondo, Emanuele Crialese torna a raccontare una storia che parla di migranti ma da un ben diverso punto di vista. Gente che va, gente che viene. Il secolo scorso molti siciliani andarono in America per lavorare e cercare fortuna. Ora molti africani fanno la stessa cosa verso la Sicilia. I modi per viaggiare sono, però, alquanto diversi. Come Nuovomondo, anche Terraferma è girato in strettisimo dialetto (o meglio: lingua siciliana). I protagonisti sono Beppe Fiorello, Donatella Finocchiaro, Mimmo Cuticchio, Filippo Pucillo e Tiziana Lodato. Crialese scruta e racconta a modo suo il rapporto tra la gente siciliana e i migranti clandestini che arrivano stremati (quando riescono ad arrivare) sulle coste delle piccole isole a sud della sicilia dopo la traversata del mediterraneo stipati a bordo di barconi fatiscenti. L’umana ospitalità degli isolani aiuta a soccorrere quei poveracci prima ancora che arrivi lo Stato per mezzo dei suoi Corpi Istituzionali come la Guardia Costiera, la Guardia di Finanza, Carabinieri o altro. Certo, il problema è molto grave e di enorme portata; la soluzione perfetta non è certo semplice da trovare e mettere in pratica. Resta il fatto che la storia del film si dipana attorno al rapporto in costante divenire tra Donatella Finocchiaro e una migrante di colore incinta (nella realtà è veramente approdata in Italia in quella maniera) che partorisce subito dopo essere stata tratta in salvo da un pescatore (Mimmo Cuticchio). A fine film, la lacrimuccia scapperà.

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