Sanguepazzo

Sanguepazzo

Sanguepazzo di Marco Tullio Giordana con Luca Zingaretti, Monica Bellucci, Mattia Sbragia e Alessio Boni.

Che noia mortale! Una lunghezza eccessiva per un film borioso. Due ore e mezza di espressioni inespressive della Bellucci nazionale addolcite solo da Luca Zingaretti che ci ricorda cosa vuol dire recitare. Per tutto il resto riserviamo al film una bocciatura totale. La storia si snoda durante il periodo fascista fino ad arrivare alla liberazione, quando i partigiani si vendicano e ricambiano i torti subiti dai fascisti anche con la celebrazione di processi piuttosto sommari. Il risultato è deprimente. Non esistono più nè buoni nè cattivi. Il filo conduttore di tutta la vicenda è l’amore di Luisa, attrice di cinema (Bellucci), per due uomini: uno è Golfiero, regista fedele al regime (Boni), e l’altro è Osvaldo, un attore, convinto partigiano (Zingaretti). Luisa è incapace di scegliere tra i due e così rimane legata ad entrambi fino al termine della guerra. Il 25 Aprile l’esercito nazifascista si ritira e i due pretendenti/contendenti si ritrovano ai lati opposti della contesa. Un catartico epilogo li vede coinvolti nella conclusione di questo epico drammone. Una tragedia greca ma della peggior specie. Film evitabile.

Voto: 4

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