36 Quai des Orfévres

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Léo Vrinks (Daniel Auteuil) e Dénis Klein (Gérard Depardieu) sono in competizione per succedere al Capo della Polizia parigina il quale deve lasciare il suo incarico. All’indirizzo che dà il titolo al film (36 Quai des Orfévres) c’è la loro sede di lavoro. Il rapporto tra i due contendenti è complesso, strettamente connesso, contrastato e oscuro. L’intreccio del film, così come la cupa ambientazione, cattura e appassiona con estrema intensità. Due poliziotti, due storie intrecciate, una rivalità pericolosamente interconnessa con quella criminalitá che dovrebbe essere da loro combattuta e contrastata. Un intreccio pieno di cambi di rotta con cattivi talvolta buoni e buoni capaci di essere molto cattivi. 36 Quai des Orfévres è un classico ed eccellente esempio di quel genere cinematografico chiamato “Polar” (poliziesco/noir alla francese). E’ sorretto dalla presenza di due mostri sacri del cinema d’oltralpe come Depardieu e Auteuil. Nel cast è presente anche Valeria Golino. Il regista è Olivier Marchal, un esperto sia del genere che dell’ambiente in quanto lui stesso è un ex poliziotto. Tre anni più tardi, Marchal ha di nuovo collaborato con Auteuil in un altro interessantissimo film dalle tematiche poliziottesce francesi: L’ultima missione (MR 73). In questo caso la storia è ispirata ad eventi realmente accaduti e racconta di un poliziotto di Marsiglia che, in seguito ad un dramma famigliare, si avvicina pericolosamente all’alcol ed arriva a compiere un gesto non proprio confacente al ruolo di un agente di Polizia. La trama è maggiormente articolata ma non crediamo sia il caso di addentrarci più in profondità per non rovinare la sorpresa. Vi consigliamo la visione di entrambi i film perchè, in qualche modo, risultano complementari e quasi gemellati.

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