Competencia Oficial

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Competencia oficial (Competizione Ufficiale) è un film presente nel concorso ufficiale della Mostra del Cinema di Venezia e non è un gioco di parole ma la pura verità. Per di più è un film che parla di persone che realizzano un film, quindi è una perfetta operazone di meta-cinema ovvero il cinema che parla di se stesso. Allora è un documentario? No, niente di più lontano. È una commedia, tagliente e spassosa, che si discosta vigorosamente dalle atmosfere standard delle opere festivaliere. Laddove normalmente si piange, ci si scandalizza, si protesta e/o si denuncia, si può anche ridere; capita raramente ma quando succede diventa un fatto incontenibile. Competencia oficial infatti diverte e non poco. I due registi Mariano Cohn e Gastón Duprat sbeffeggiano sadicamente lo star system inscenando la genesi e la realizzazione di quello che potremmo vedere sul grande schermo. Un ricchissimo magnate, a capo di un colosso farmaceutico, decide di finanziare la produzione di un film e inizia l’iter acquistando a caro prezzo i diritti di un libro di cui non si preoccupa di conoscere nemmeno il contenuto. Quindi incarica la famosissima regista Lola Cuevas (Penélope Cruz) per procedere con la relativa realizzazione. La estrosa, originale e ridicolmente folto-chiomata regista vuole che ne esca un capolavoro e chiama a sè i due attori più rinomati tra quelli disponibili sul mercato: Félix Rivero (Antonio Banderas) e Iván Torres (Oscar Martinez). I due galli di quel piccolo pollaio rivaleggeranno senza nessuna pietà perchè l’importante non è la riuscita finale del film ma primeggiare l’uno sull’altro. Tutto, ma proprio tutto, è strutturato per “far ridere” con una cattiveria senza pari e senza esclusione di colpi. L’aspetto ancora più accattivante è il fatto che ci soncentra su tutte quelle fasi che lo spettatore non vede e non immagina mai. La preparazione degli “storyboards” ovvero la visualizzazione preventiva tramite speciali fumetti delle immagini da filmare, le prove, le assurde e pretestuose richieste del regista per le interpretazioni, le liti bieche e subdole tra gli attori travestite da false smancerie e tutto quant’altro si possa immaginare. Tutto questo è sempre e solo in versione sadicamente satirica senza escludere anche sconfinamenti nel black humor. Nell’intero sistema di sbeffeggiamento rientrano anche i Festival stessi a cui il film (oggi) prende parte davvero. L’egocentrismo delle star, l’estroversione universale dei registi, l’ottusa ignoranza dei ricchi investitori, la banalità delle domande in conferenza stampa, le ridicole moine delle star nei photocall festivalieri, perfino il pubblico viene deriso. Tutti siamo coinvolti in questo processo di crudele presa in giro e per questo si ride. Ridiamo dei cosidetti VIP, di coloro che li hanno fatti diventare tali ma anche di noi stessi. Non importa che si sia produttori, registi, fonici, attori, giornalisti o spettatori. Siamo tutti sulla lista e nessuno è “innocente”. In definitiva siamo tutti in competizione ufficiale sempre e comunque. Al sottoscritto capita raramente (ma capita) di assegnare un bel voto ad una commedia. In questo caso il giudizio è quasi massimo perchè la pungente ironia che pervade l’intero film e le prove splendide dei tre interpreti protagonisti creano un capolavoro assoluto. Buon divertimento!

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