Storia del cinema italiano ‘semi-trash’: Squadra antimafia (1978)

Squadra antimafia

– Ma lo sai che se tenevi i baffi sembravi la moglie di Tozzi?
– Io non li ho i baffi.
– Ma la moglie di Tozzi, si!

Squadra antimafia è il quarto di undici film girati tra gli anni settanta e ottanta con il commissario Nico Giraldi per protagonista (Tomas Milian). La regia è di Bruno Corbucci e il cast, oltre al protagonista già citato, è composto anche da Eli Wallach (il “padrino” Don Girolamo Giarra), Margherita Fumero (Maria Sole Giarra – figlia del padrino – e innamorata, ma invano, di Nico Giraldi), Enzo Cannavale (Salvatore Esposito ovvero il fido aiutante di Giraldi), Roberto Messina (il commissario Tozzi), Massimo Vanni (il brigadiere Gargiulo) e Bombolo (Franco Lechner) nel ruolo cult di Venticello. Il genere è sempre il poliziottesco in versione semiseria. In questa occasione Nico Giraldi è coinvolto, come si evince dal titolo, nel mondo della mafia italo-americana. Il maresciallo Giraldi fa in modo di farsi arrestare per poi evadere (con l’aiuto di Tozzi) e quindi recarsi negli Stati Uniti dove si fa assumere come cameriere dal ristorante frequentato dal padrino Don Girolamo Giarra la cui figlia (Maria Sole) si innamorerà perdutamente di Nico. Dopo essere diventato uno scagnozzo del boss italoamericano, Giraldi viene ingiustamente incarcerato e condannato alla camera a gas. Nel tentativo di essere scagionato, Nico rivela ai carcerieri di essere, in realtà, un agente della polizia italiana. Questa confessione non servirà ad evitare l’esecuzione della pena capitale e il maresciallo Giraldi viene eliminato come qualsiasi altro criminale. Almeno così sembra. Il finale rimescolerà le carte in tavola fino ad arrivare all’ultima sequenza, girata a Roma in Piazza Navona, con un inseguimento surreale che pretende di risultare comico. Inutile dire che anche Squadra Antimafia prosegue sulla falsariga dei tre film, col maresciallo Giraldi, che lo hanno preceduto. Rivisto dopo più di quarant’anni risulta essere l’ennesimo film che ha creato si un filone cult ma che rimane negli annali di cinema come un datato, stereotipato e modesto film di serie inferiore.

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