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Storia del cinema italiano: Vajont di Renzo Martinelli (2001)

Vajont

Il 9 ottobre del 1963 si verificò una delle maggiori catastrofi mai avvenute sul territorio italiano ovvero il cosiddetto “disastro del Vajont”. Siamo sulla enorme diga (visibile ancora oggi) costruita nella valle del Vajont al confine tra le provincie di Belluno e Pordenone. La fatidica sera del 9 ottobre si staccò una grandissima porzione del monte Toc e precipitò nel lago artificale che era stato creato. Il crollo sviluppò un’onda talmente alta da oltrepassare il coronamento della diga per poi piombare sul sottostante paese di Longarone causando quasi duemila morti. La giornalista Tina Merlin, corrispondente locale per il giornale L’Unità e interpretata da Laura Morante, seguì le indagini sull’accaduto e smascherò il complesso sistema di intrighi che portarono a nascondere informazioni essenziali le quali avrebbero potuto far risaltare i pericoli insiti in tutta l’operazione. Il regista Renzo Martinelli ha ricostruito cinematograficamente la cronologia dei fatti susseguitisi nei giorni immediatamente precedenti al disastro fino ad arrivare al punto incriminato. Probabilmente si trattò del primo film italiano che fece abbondante uso di effetti digitali per gran parte delle riprese. Particolarmente interessante è anche la scelta di scaricare, in postproduzione, i colori primari per arrivare ad una resa cromatica molto simile a quella delle pellicole Agfacolor, in uso negli anni sessanta. In questo modo sembra un film girato in tutto e per tutto nel periodo stesso degli eventi raccontati. Il cast è formato da interpreti di primissimo piano come la già citata Laura Morante insieme a Michel Serrault, Daniel Auteuil, Leo Gullotta, Anita Caprioli, Jorge Perugorria, Philippe Leroy e Nicola Di Pinto.

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