Storia del cinema italiano: L’ultimo imperatore (1987)

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L’ultimo imperatore è un pluripremiato kolossal storico del 1987 diretto da Bernardo Bertolucci e sontuosamente fotografato da Vittorio Storaro con un cast in gran parte cinese più Peter O’Toole nel ruolo del precettore di Pu Yi. Il film vinse i premi più prestigiosi tra cui il David di Donatello, il Nastro d’argento, il BAFTA, il César, il Golden Globe e l’Oscar (in tutto nove statuette d’orate tre cui quella per Miglior film). Tratto da “Autobiografia da Imperatore a Cittadino di Pu Yi” L’ultimo imperatore parte dalla fine ovvero dal 1950 quando l’imperatore Pu Yi rientra in Manciuria come prigioniero perchè accusato di essere un sovversivo e nemico della Repubblica Popolare Cinese. Il flashback ci riporta in fretta al 1908 quando Pu Yi venne proclamato Imperatore nonostante fosse solo un bambino ancora molto piccolo. Durante la sua “reclusione dorata” dentro le mura della città proibita, la Cina vide un cambiamento storico politico di enorme portata divenendo una Repubblica. Pu Yi intanto crebbe, si forgiò il carattere e lo spirito. Continui salti temporali ci catapultano avanti e indietro nel tempo tra il “prima” e il “dopo” di una vita piena di stravolgimenti. Da una nascita imperiale, ad una fanciullezza dorata fino ad una maturità molto tribolata in pieno secondo conflitto mondiale. Un film di formazione sulla nascita, la salita e la ridiscesa di un imperatore nato nel momento storico sbagliato. Un poema epico girato proprio in quella città proibita dove quasi nessuno straniero aveva ancora messo piede prima che Bertolucci ottenesse il permesso di realizzarvi il film.

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