Qualunquemente con Antonio Albanese

Qualunquemente con Antonio Albanese

Qualunquemente è un film di Giulio Manfredonia con Antonio Albanese, Sergio Rubini, Lorenza Indovina, Nicola Rignanese, Davide Giordano, Mario Cordova, Luigi Maria Burruano, Alfonso Postiglione, Veronica Da Silva, Salvatore Cantalupo, Asia Ndiaye, Antonio Gerardi, Massimo Cagnina, Maurizio Comito, Manfredi S. Perrotta, Liliana Vitale, Massimo De Lorenzo, Antonio Fulfaro e Sebastiano Vinci. Le musiche sono della Banda Osiris. La commedia che racconta la salita in politica di Cetto La Qualunque ha ottenuto il sesto incasso assoluto in Italia nel 2011 con poco meno di 16 milioni totali. Novanta minuti di gag noiose e senza alcun brio. Albanese ha portato al cinema il suo personaggio più attuale riutilizzando gli stessi stereotipi già visti e rivisti in televisione e a teatro. Una commedia che non aggiunge nulla di nuovo a quanto già mostrato in altre sedi. La riproposizione sul grande schermo di un sintagma immaginifico già collaudato in televisione può funzionare ma anche no. In fin dei conti lo scopo – apertamente dichiarato – di questa operazione non era quella di suscitare grasse risate bensì di scatenare reazioni e stimolare riflessioni caustiche. In questo senso si può dire che abbia centrato l’obiettivo. Il plot riveste un’importanza relativa in quanto è focalizzato ad evidenziare il vuoto totale di una certa classe politica la cui aspirazione è limitata al cercare solo un appoggio elettorale da parte di quella fetta (ampia) di popolazione incapace, o non desiderosa, di comprendere cosa sia il “bene comune”. La satira, infatti, colpisce sia i leader politici sia gli elettori che li hanno convintamente votati ed eletti. Commedia amara che non perdona nessuno, e forse nemmeno se stessa. Personaggi come macchiette che ammiccano ad altrettante macchiette vive e presenti tra noi, le quali non si accorgono nemmeno di essere ridicolizzate come non mai. Peccato che la ricerca spasmodica di eccessi comici porti spesso ad oltrepassare il segno, finendo per risultare ovvia e, paradossalmente, anche banale.

Voto: 5

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