Gran Torino

Gran Torino è un film magistralmente diretto e interpretato da Clint Eastwood.

Un dramma intriso di una straordinariamente dinamica staticità. Un’apparente contraddizione in termini che calza a pennello per questa ennesima prova da gran regista del vecchio Clint. Gran Torino è la naturale evoluzione del percorso già avviato dal struggente Million Dollar Baby. Il vecchio burbero misantropo indurito da una vita difficile che si scopre essere, a suo modo, capace di sentimenti forti. Anche questa volta Eastwood si autodirige con mano sicura e spiazza lo spettatore con risvolti tutt’altro che scontati. Criticato già quarant’anni fa per la scarsa gamma di espressioni sfoderate nei western di Sergio Leone (i detrattori sostenevano che ne avesse solo due: una col cappello e una senza), Clint si riscatta da ottantenne trasmettendo una arcigna simpatia anche solo grugnendo e mostrando leggermente i denti in un ghigno da Rotweiler.
Un film drammatico che tratta temi di grande interesse come l’amicizia, il razzismo, i valori umani in senso lato, la famiglia e l’onore. Non mancano momenti psicologicamente molto intensi. Da vedere e rivedere più volte. Molto vicino a quello che si può chiamare capolavoro. Da non perdere.

Voto:

La sceneggiatura è tutta da scoprire. Vi regaliamo il meraviglioso battibecco tra il protagonista Walt e il suo amico barbiere. Due uomini veri che si rispettano e si stimano da anni nonostante le parole possano far sembrare altro.

Martin: ecco qua. Sembri di nuovo un essere umano adesso. Ma perchè fai passare tanto tempo fra un taglio e l’altro, taccagno figlio di puttana?

Walt: mi meraviglio che tu abbia ancora la licenza. Io spero sempre che tu crepi e che qui finalmente prendano qualcuno che sa fare il suo mestiere. E invece ci sei sempre tu con la grazia di quell’impasta-pizza che sei.

Martin: fa dieci verdoni, Walt.

Walt: dieci verdoni? Cristo Santo, Martin, non sarai mica diventato ebreo? Ogni volta il prezzo è più alto!

Martin: è dieci verdoni da cinque anni. Brutto testone di un polacco figlio di puttana.

Walt: resto mancia, ragazzo.

Martin: ci vediamo tra venti giorni scimunito.

Walt: sempre che tu ci arrivi, sacco di merda.

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